Home Sweet Camping Home

Se siete attratti da queste deliziose casette che trasformeranno la vostra vacanza in un'esperienza avventurosa come sempre avete sognato.

The Végétarium

The Green Planet visit begins with an extraordinary film of David Attenborough, who presents the changing nature depending on the 4 seasons

La Gacilly

With more than thousand species of garden plants are classified according to their uses. Its features: a unique collection sagebrush and bamboo.

Hermitage and Chapel of St. Maria in Centrella (Anacapri)

The small convent was built at the end of the XIVth century by Dominican friars and consists of a small church with adjoining cottages, small monastic cells and panoramic terraces.

Visualizzazione post con etichetta Chiese. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Chiese. Mostra tutti i post

venerdì 22 maggio 2015

Itinerari di fede: andar per sacri e antichi luoghi.

La rubrica "itinerari di fede" raccoglie idee di viaggio col tema: religiosità e misticismo. Si tratta di itinerari oltre le mode effimere e di tendenza. 

Good Free Journey ha scoperto per voi, alcuni itinerari che rappresentano in modo peculiare viaggi nel silenzio e nella conoscenza e nella ricerca di sè. Stiamo parlando essenzialmente di viaggi fai-da-te, da inventare e da scoprire, al di là degli stereotipi consumistici del vado-vedo-fotografo-compro-mangio-ritorno-racconto. Ricche di contenuto sono queste meravigliose mete, alla riscoperta di un arcano e immutabile fascino dei prestigiosi monumenti del passato. Viaggi dove la natura è sempre protagonista. 


Non bisogna certo essere in ricerca vocazionale o desiderosi di compiere un percorso di ascesi, per trascorrere qualche giorno in un convento o in un monastero. Frati e Monache non richiedono attestati che certifichino l'autenticità della fede dei loro ospiti. Occorre solo desiderare effettivamente distaccarsi dalle consuetudini giornaliere, lasciandosi alla spalle i defatiganti stress quotidiani. La volontà di fermarsi, di fare propri ritmi di vita più umani, forse dimenticati. Da soli o in compagnia (ma, mi raccomando: scegliete bene i vostri compagni con cui condividere un'esperienza così importante).

Non avete che da scegliere se organizzare tutto fai-da-te,oppure affidarvi all'esperienza di qualche esperto "tour operator". 

Invitiamo a questo proposito, i visitatori del nostro sito "Good Free Journey", a fornirci ancora il loro prezioso contributo, segnalandoci luoghi e strutture in tema religioso per rendere la nostra rassegna più ricca ed esauriente possibile. Grazie per la cortese collaborazione. 

Auguriamo a tutti come sempre, buon viaggio!

domenica 19 aprile 2015

Gesù Bambino di Praga: origini del culto e storia del Santuario

Il culto all’Infanzia di Gesu’ in Boemia (oggi Repubblica Ceka) e’ legato al tempo del barocco, e il Santo Bambino di Praga ne e’ il protagonista assoluto. La storia di questa particolare statua di cera comincia nel sud della Spagna, come opera di uno scultore sconosciuto. Si dice provenga da un convento tra Cordoba e Siviglia, nel quale viene venerata una copia in legno della statua. Da qui la trasse dona Isabela Manrique de Lara y Mendoza.Con la figlia Maria Manrique de Lara la statua prese la via della Boemia, essendosi sposata con un nobile ceko Vratislav di Pernstein. 



Come dono di nozze la ricevette sua figlia Polyssena allorche’ si sposo’ con Vilem di Rozumberk. Ella prese con se la statua del Santo Bambino anche nel suo secondo matrimonio, dopo la morte del primo marito. Si sposo’ con Zdenek Vojtech di Lobkowicz e, dal momento che non ebbe figlie, regalo’ la preziosa statuina al priore dei Padri Carmelitani Scalzi, presso il convento di Santa Maria della Vittoria nel quartiere di Mala Strana in Praga.

La famiglia dei Martinic era molto devota al Santo Bambino. Su loro iniziativa, nel gennaio 1651 la statua del Santo Bambino fu portata in pellegrinaggio per le chiese di Praga, prendendo in questa occasione l’appellativo di ”miracoloso” (gratiosus). Nel 1655 l’allora vescovo ausiliare di Praga pose solennemente sul capo del Santo Bambino una corona d’oro, fatta preparare dal devoto nobile Bernardo Ignazio di Martinic. Ancora oggi la festa annuale del Santo Bambino ricorda questo avvenimento l’ultima domenica di maggio (quando non coincide con la Pentecoste).




La statua fu posta dapprima in chiesa nella cappella all’entrata della chiesa. Ma dato l’afflusso dei pellegrini nel 1741 la statua fu spostata nell’altare laterale di mezzo, dedicato allora a san Gioacchino e a sant’Anna, di fronte all’altare della miracolosa immagine della Madonna di Mantova. L´altare e´pensato in modo da sottolineare fortemente il senso della spiritualita´ del Santo Bambino di Praga. In linea verticale vediamo la raffigurazione dello Spirito Santo in alto, Dio Padre fino al Santo Bambino, il Figlio. E´ il mistero della Santissima Trinita´. In linea orizzontale a sinistra del Bambino Maria e alla sua destra s. Giuseppe, il mistero della Incarnazione. Il Santo Bambino di Praga e´ comprensibile solo all´interno del mistero dell´incrocio fra la famiglia divina e la famiglia umana. Cominciarono ad apparire intorno alla statua anche ex-voto d’argento, in forma di piccole manine, come ringraziamento per grazie ricevute. Alla morte della imperatrice di Austria Maria Teresa pero’ sali’ sul trono il figlio GiuseppeII. Il 3 settembre 1784 il convento dei Carmelitani Scalzi venne per decreto regio soppresso. La chiesa si venne cosi’ a trovare sotto la giurisdizione della vicina parrocchia di santa Maria della Catena, del Sovrano Ordine Militare dei Cavalieri di Malta. Nel XIX secolo la rinomanza del Santo Bambino di Praga aveva ormai raggiunto anche le terre piu’ lontane: Spagna, America del Sud, Italia, Filippine (gia’ dal XVI sec. con Magellano). Non solo, ma in parecchi conventi, soprattutto in quelli dei Carmelitani Scalzi, esisteva una speciale memoria liturgica mensile al Santo Bambino di Praga, il 25 di ogni mese. Particolarmente riconoscenti e debitori di favori speciali furono paesi dell’estremo Oriente come Vietnam, Corea, Filippine. 


 La statua del Santo Bambino 

La statua originale e’ alta 47 cm., protetta da un cilindro metallico argentato fino alla cintola. La statua ha molto probabilmente un’anima di legno, rivestita di tessuto che traspare sotto la cera. Da sempre la statua venne rivestita con abitini tessuti a mano, e secondo le notizie tramandate le prime che ricevettero tale incarico furono Anna Loragh e Sibylla Schayemaier, seguite dal 1747 dalle Dame Inglesi, religiose appartenenti alla famiglia gesuitica. Il Santo Bambino veniva avvolto da una cotta bianca, sulla quale venivano poste una tunica bianca e i vestiti con mantellina di seta, simile ad una dalmatica (il quarto e il quinto vestito erano simili ad un pluviale sacerdotale). Intorno al collo poi vengono posti dei collarini di pizzo. La statua possiede inoltre due corone: quella originale del 1767, e la seconda preparata dal 1810 al 1820. Il suo guardaroba ha ormai raggiunto i cento esemplari. I piu’ antichi risalgono al 1700, come quello tessuto dalla imperatrice d’Austria Maria Teresa, mentre i piu’ recenti sono pervenuti da una famiglia della Sicilia, dalle Filippine, dalla Polonia, tessuti ad esempio in nylon bianco. Essi sono testimonianza di una devozione popolare diffusa in tutto il mondo.







Come arrivare a praga in auto (itinerario dall' Italia) 

Brenner - Innsbruck- Monaco - Prendere la A 93 direzione Regensburg -Schwandorf- Waidhaus/Rozvadov -

E la frontiera della Rep. Ceca - Plzen - Praga Carmelitani Scalzi, Karmelitska 9,118 00 Praha 1,Czech Republic tel: 420-2-5753 3646, fax: 420-2-57530370 mail@pragjesu.info Notizie storiche e foto sono tratte dal sito ufficiale del Santuario di Gesù Bambino di Praga.

 Per maggiori dettagli e informazioni: http://www.karmel.at


venerdì 27 marzo 2015

Chiesa di Santa Maria Donnaregina vecchia

Santa Maria Donnaregina rappresenta una delle opere medievali più importanti della città di Napoli, pregevole testimonianza di architettura di influenza gotica. L’abside poligonale con bifore altissime limita la navata centrale con soffitto a capriate in legno strutturale, secondo il classico schema di impronta francescana. Lo splendido e superbo Sepolcro di Maria d’Ungheria, realizzato su commissione di Roberto d’Angiò, figlio della regina Maria per rispettare il volere della madre defunta di essere sepolta nel tempio da lei così fortemente voluto, è posto attualmente sulla parete sinistra della navata della chiesa. La realizzazione fu del senese Tino da Camaino (giunto a Napoli nel 1324. Due affreschi che rappresentano La Crocifissione si possono ammirare ai lati dell’arco tronfale, forse l’uno la copia dell’altro. Interessanti ancora i resti della pavimentazione dll’abside, in cotto maiolicato, un notevole esempio dell’arte ceramica napoletana in età angioina, databili tra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo. Da menzionare certamente sono anche gli affreschi delle pareti e del soffitto della Cappella Loffredo (costituita da un vano rettangolare coperto da volta a crociera a costoloni), sebbene incerti sia come datazione che come attribuzione. Spunti giotteschi con reminiscenze bizantine sono stati rilevati in tali opere, comead esempio nella Crocifissione della parete sinistra o nella Annunciazione posta sulla parete frontale all’ingresso.


Chiesa di Santa Maria Donnaregina vecchia 
Napoli via Settembrini, 79 
(accesso dal museo MADRE) 
foto:http://it.wikipedia.org